MY-GREEN: Etico, Eco, Bio, Sostenibile
 
   

di Olivia Monti Arduini

146

13/11/2008

 

Malagrotta...

Di nome e di fatto

paul-kemp@stockxchange

Quando so a Malagrotta, a la salita, er Drago, prima che je se avvicini er grosso de la squadra inferocita, vola a l'assarto su li più vicini... e qui dico chi pò sarvi la vita (Augusto Sindici 1902)

Una leggenda popolare romana narra che in questa zona vivesse un temibile drago, contro cui il Papa aveva indetto una crociata, a cui parteciparono i principi romani. La bestia era pericolosa sputava fuoco e fiamme e sopratutto puzzava terribilmente. Il suo alito fetido infestava le campagne intorno alla grotta.  

Se vi trovate a passare per via di Malagrotta potreste pensare che il drago sia ancora lì, si vedono le fiamme e si sente l'orrenda puzza. Sono passati i secoli, ma questa rimane una zona da cui tenersi bene alla larga.

Malagrotta, località lungo la via Aurelia, è la discarica di Roma, 240 ettari di immondizia, la più grande d'Europa. Oltre alla spazzatura, quest'area ospita anche una raffineria, un gassificatore, un deposito per rifiuti ospedalieri in mezzo a ettari di coltivazioni e allevamenti di bestiame. Come al solito avevano ragione gli antichi... meglio star lontani!

Il sito avrebbe dovuto essere chiuso diversi anni fa, non solo perché era ormai saturo ma anche per un decreto che vieta la presenza di più impianti industriali ad alto rischio nella stessa zona.

Nonostante questo, ogni giorno i camion dell'Ama (azienda municipalizzata nettezza urbana) continuano a scaricare tonnellate di rifiuti. Si sa, a Roma la differenziata la fanno in pochi e l'82% della spazzatura finisce in discarica contro il 20% dell'immondizia milanese.

La famigerata discarica negli ultimi giorni si è guadagnata le prime pagine dei giornali. Il 3 novembre con la notizia dell'arresto dell'amministratore unico della Giovi s.r.l., società che gestisce lo smaltimento dei rifiuti, e una settimana dopo, all'indomani dell'inaugurazione sul nuovo gassificatore, sono spuntati i sigilli.

La Giovi s.r.l. è accusata per il periodo 2004-2005 di aver smaltito fanghi pericolosi provenienti dagli stabilimenti Acea. L'amministratore della società non è nuovo alle attenzioni dei giudici, infatti era già stato condannato dalla Cassazione per aver superato i limiti di smaltimento e per aver accettato nella discarica rifiuti speciali non assimilabili a quelli urbani.

Il gassificatore, apparentemente già in funzione da agosto malgrado l'inaugurazione fosse prevista per il 13 Novembre, doveva servire a bruciare i rifiuti sotto forma di CDR (combustibile da rifiuti),mancava totalmente dei requisiti previsti dalla legge, compreso quello della norma antincendio. Resta poi da vedere cosa ci faccia un gassificatore accanto a una raffineria e un deposito di GPL, dato che la legge lo "sconsiglia vivamente".

Tirando le somme direi che quello che succede con i rifiuti è proprio uno schifo! Hanno ragione le associazioni dei cittadini a non poterne più, la situazione è semplicemente vergognosa.
Il gassificatore doveva essere la soluzione per chiudere definitivamente la discarica ma non è stato così. Anzi oltre a tenerla in vita, si pensa di aprirne un 'altra e pensate un po' su un terreno poco distante dalla nostra Mala Grotta anche questo di proprietà dell' indagato sig. Manlio Cerroni, presidente del Consorzio Laziale Rifiuti.

Non so voi, ma io preferivo i draghi di una volta...   


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