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Sabato pomeriggio sono andato in
un grande centro commerciale di Roma. Non li amo per nulla,
preferisco cento volte lo shopping camminando all'aria aperta, ma
avevo poco tempo e non conosco altro luogo dove fosse concentrato
tutto quello che cercavo.
Lasciata l'auto nel parcheggio coperto ed entrato nel centro, dopo
meno di dieci minuti ho dovuto rinunciare alla giacca per il caldo.
Non "leggermente caldo", sarebbe anche stato piacevole, ma
"terribilmente caldo", da sudare. E in effetti tutti o quasi i
commessi dei negozi erano in maniche di camicia, quando non ancora
meno e buona parte degli avventori, sbuffavano sudati con i giacconi
i mano. Ora, mi chiedo, ma perché
questa temperatura da serra tropicale? Se nelle nostre case c'è un
limite di temperatura fissato per legge, non dovrebbe essere lo
stesso in ogni locale pubblico? Quanto mai potrà costare riscaldare
un centro commerciale a temperature sicuramente superiori ai 25°?
Gli esercenti hanno tariffe diverse dalle nostre?
A casa come a studio vedo che per ogni grado centigrado di
temperatura in più (o in meno d'estate) la bolletta energetica
impazzisce. Ma se anche per i commercianti fosse un costo
percentualmente accettabile, non sarebbe il caso di dare una
regolata al termostato per motivi ecologici? Per inciso, lo stesso
centro commerciale d'estate si trasforma in una ghiacciaia anche
quando all'esterno ci sono più di 35°, da girare con la felpa in
pieno agosto.
Non oso pensare quale possa essere il consumo annuale di energia
elettrica di un centro commerciale, ma sicuramente rappresenta uno
sfregio al buon senso.
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