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Si sta investendo molto nella ricerca sulle energie alternative e si
sperimentano continuamente delle nuove soluzioni, soprattutto per
ridurre l’impatto “estetico” delle nuove strutture. Pannelli solari e
pale eoliche in passato spesso sono stati oggetto di critiche da parte
degli ambientalisti per il loro “ingombro” ambientale. E’ chiaro che si
torna sempre al solito discorso di salvare lupo, capra e cavoli, ma da
qualche parte andranno pure posizionati.
La società svizzera
Space Energy ha presentato in questi giorni un progetto che potrebbe
risolvere il problema del dove, andando ad avvicinarsi direttamente alla
fonte principale di energia pulita di cui disponiamo, il Sole. Sembra
fantascienza, ma la Space Energy, con il supporto dell’US National
Security Strategy e del Pentagono, ha le idee ben chiare: mandando nello
spazio dei satelliti con la funzione di centrali fotovoltaiche si
potrebbe inviare sulla Terra l’energia accumulata nello spazio
attraverso delle onde radio a bassa frequenza.
Ma conviene questo download? I dati forniti dalla Space Energy farebbero
pensare di si, visto che un chilometro di pannelli solari “spaziali”
sarebbe in grado di fornire la stessa quantità di energia prodotto da
tutti i giacimenti di petrolio terrestri. E poi si tratterebbe di una
struttura su cui non tramonta mai il sole, quindi operativa 24 ore su
24. Ma conviene anche per quanto riguarda il prezzo? In effetti, e
questo è il tasto dolente, sembra che costerà molto di più di quella
prodotta sulla Terra, ma alla Space Energy si giustificano con gli
elevati costi di spedizione e puntando sul fatto che tra meno di un
secolo ci sarà bisogno di produrre una quantità di energia 25 volte
superiore a quella attuale. Per soddisfare la domanda triplicata bisogna
muoversi per tempo, anche se l’anno 2100 sembra lontanissimo, e la Space
Energy lo sta facendo, con un progetto ambizioso ma futuribile, che pare
stia incontrando i pareri favorevoli di numerosi analisti.
Come direbbe qualcuno: spazio, ultima frontiera.
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