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Dal 22 al 24 Aprile a Siracusa ha avuto luogo il G8 Ambiente,
organizzato nell'ambito della presidenza italiana del G8 dal
Ministero dell'Ambiente e guidato dal Ministro Stefania
Prestigiacomo, che così aveva dichiarato nella giornata di apertura:
“Da Siracusa può partire una grande alleanza fra nord e sud nel
mondo nel segno della tecnologia e per coniugare ambiente e
sviluppo. È questa la chiave di un G8 che punta alla diffusione
delle tecnologie a basso contenuto di carbonio per consentire ai
Paesi emergenti ed ai Paesi sottosviluppati uno sviluppo
ecosostenibile che possa andare di pari passo all’impegno
dell’occidente per la riduzione delle emissioni e per l’efficienza
energetica. Un ruolo chiave sia nella lotta a cambiamenti climatici
che nel superamento del gap fra nord e sud del mondo è assegnato
anche alla difesa della biodiversità”.
Proprio la biodiversità è stata il soggetto della
“Carta di Siracusa sulla biodiversità” firmata da Ministri e
delegazioni di venti Paesi alla fine del summit. Ma cosa c’è scritto
in questa carta? Si inizia con 13 punti in cui i firmatari si dicono
“realmente preoccupati, consapevoli, impegnati, convinti, pienamente
consapevoli” dell’importanza della biodiversità e del suo ruolo
chiave per il benessere umano. Vengono citate le scadenze del futuro
prossimo come la Conferenza Onu di Copenhagen di Dicembre e
naturalmente il 2010, termine concordato dai Governi, Italia
compresa, per il count-down contro la perdita della biodiversità.
Anche nel prossimo summit G8 a La Maddalena (così c’è scritto nella
carta, speriamo li avvisino in tempo che c’è stato un cambiamento di
sede) c’è l’intenzione di mantenere concentrata l’attenzione sulla
biodiversità.
Date tutte queste premesse la Carta di Siracusa traduce in 24 azioni
da intraprendere partendo dallo “Sviluppare linee politiche
sinergiche che tengano in considerazione il contributo che la
biodiversita e gli ecosistemi forniscono per l’adattamento e la
mitigazione del cambiamento climatico a livello locale, nazionale e
globale, tenendo conto che la biodiversita e i servizi ecosistemici
sono alla base del benessere dell’uomo e risultano strategici per la
regolazione del clima” scritto nel primo punto al “Promuovere una
ricerca esauriente e mirata ed un sistema di capacity building
diffusi a tutti i livelli e relativi alla biodiversità ed ai servizi
ecosistemici, lasciando spazio alle diverse abilità di ogni singolo
Paese e migliorando lo sviluppo e l’uso generalizzato delle
tecnologie di punta in materia di monitoraggio dello stato e
dell’evoluzione della biodiversità, nell’ambito di una valutazione
globale dell’ambiente” contenuto nell’ultimo punto. Quindi
all’essere “realmente preoccupati, consapevoli, impegnati, convinti,
pienamente consapevoli” della premessa della Carta segue una
dichiarazione di intenti fatta di “Sviluppare linee politiche
sinergiche, incrementare la consapevolezza, sviluppare approcci,
mettere in atto azioni fattive, promuovere, attuare, proseguire”.
Il Ministro per l’Ambiente e la Tutela del Territorio e del Mare
Stefania Prestigiacomo ha concluso il summit osservando come
”Abbiamo conseguito risultati importanti che aiutano il dibattito
sulle tematiche ambientali in un anno particolarmente importante per
le scelte sui cambiamenti climatici e biodiversita’ , per arrivare
alla Conferenza Onu di Copenhagen del prossimo Dicembre”.
Sulla carta, quindi, la biodiversità è salva.
Da vedere se questa presa di consapevolezza e questa dichiarazione
di intenti troverà terreno fertile per crescere in maniera operativa
e concreta anche nella realtà.
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