MY-GREEN: Etico, Eco, Bio, Sostenibile
 
   

di Elena Veglienzone

316

30/04/2009

 

La Ragazza sull'Albero

La vera storia di Julia Hill "Butterfly"

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Un libro che sicuramente dovreste leggere, e che durante la mia adolescenza ha fomentato il mio amore per il pianeta e avvicinato alla causa ambientalista, è “La ragazza sull’albero”.
Non è di certo un libro qualunque, così come non lo è la sua autrice.

Julia Hill, ribattezzata “Butterfly”, è infatti una ragazza con grande coraggio, che ha capito che la sua strada nella vita era diversa da quella che stava conducendo. Julia è ora un’ambientalista statunitense molto attiva, ma prima di questo suo risvolto di vita e di professione era una ragazza come tante altre. Questo libro è la storia della sua avventura narrata in prima persona, un racconto toccante e intenso di amore, passione, determinazione e coraggio delle proprie convinzioni.
Ciò che ha totalmente rivoluzionato la sua vita è stato un incidente e l’incontro con Luna. Dopo quasi un anno di cure intensive per riprendersi dal terribile incidente d’auto, nel 1997 Julia era partita dall’Arkansas con alcuni amici per un viaggio sulla costa occidentale. Voleva viaggiare per trovare un nuovo senso alla sua esistenza, essendo ormai ben consapevole di quanto fosse prezioso ogni istante di vita. Una volta giunta nelle foreste di sequoie della “Lost Coast” californiana venne immediatamente catturata dall’incredibile bellezza dei giganti millenari e dalla infinita ricchezza di vita di quei luoghi.

“Quando entrai per la prima volta nella maestosa foresta di sequoie che sembrava una cattedrale, il mio spirito capì di aver trovato quello che cercava. Mi inginocchiai e cominciai a pregare, sopraffatta dalla saggezza, dall’energia e dalla spiritualità presente in questo tempio naturale”. Proprio in quel momento ci fu il suo risvolto di vita. Il 10 dicembre 1997, infatti, Julia, da semplice ragazza di 23 anni, salì su Luna, una sequoia di 1000 anni nell’antica foresta di Headwaters, dichiarando che non ne sarebbe scesa fino a quando la compagnia che aveva deciso il suo abbattimento non si fosse ritirata da tale proposito.

L’azienda in questione era la Pacific Lumber’s, la più potente industria americana del settore. L’area circostante Luna era stata, infatti, quasi totalmente disboscata e, dal momento che niente era rimasto a trattenere il terreno, una significativa parte della montagna era franata sulla cittadina di Stafford.
Julia in quel momento non aveva idea della solitudine che avrebbe dovuto affrontare né che i suoi piedi non avrebbero toccato il suolo per oltre due anni.

“Salii su Luna pensando di restarci tre settimane o un mese al massimo e mi resi conto che la gente deve immedesimarsi in un’altra persona per capire le cose che non la riguardano direttamente. Dovevo mettere a rischio la mia vita, fisicamente, proprio come avveniva a Luna, perché la gente potesse capire la sua situazione”. 738 giorni passati su una piccola e traballante piattaforma a 60 metri dal suolo, costantemente esposta agli attacchi che la Pacific Lumber’s sferrava contro di lei. Ha vissuto in balia di tempeste violentissime, tormentata dal dubbio, dalla fame, dal freddo, dalla solitudine e dal dolore di assistere alla distruzione di una foresta antichissima.

“Per difendermi dal freddo sulla mia piattaforma avevo soltanto qualche tela cerata e diversi strati di vestiti. A un certo punto ero più larga che alta. Ci sono stati moltissimi momenti difficili, momenti in cui ho pensato di mollare tutto e scendere. Non sono una superdonna, e la mia permanenza su Luna non era una fiaba. Come ogni essere umano rido, piango e ho paura. Ma stando su Luna godevo di una vista che si estendeva per miglia in tutte le direzioni. Così vedevo la bellezza delle foreste e allo stesso tempo vedevo la loro distruzione. Questo mi ricordava costantemente il motivo per cui ero lì”. Julia non aveva mai pensato di poter diventare il simbolo del movimento ambientalista mondiale. Quando per la prima volta salì su Luna, non aveva modo di conoscere e prevedere le condizioni meteorologiche in cui si sarebbe venuta a trovare, né gli attacchi che lei e la sua causa avrebbero dovuto subire.
Non poteva prevedere il profondo dolore di essere testimone del tentativo di distruggere una delle ultime antiche foreste rimaste, né poteva anticipare l’incredibile e straordinaria lezione di vita che Luna le avrebbe impartito.

Julia scese dall’albero solo dopo aver vinto la sua battaglia, il 18 dicembre 1999, quando ottenne la protezione di Luna e di un’area circostante per un raggio di circa 60 metri. Julia poteva continuare a fare surf come le sue coetanee californiane, invece, poco più che ventenne, mise a repentaglio la sua vita per salvare quella di una sequoia e dell’intera foresta millenaria che stava per diventare legname per camini.
“Mentre sto scrivendo, all’età di venticinque anni, vivo da più di due anni su un’antica sequoia alta sessanta metri. Sono sopravvissuta a tempeste, minacce, solitudine e dubbi. Ho conosciuto la magnificenza e la devastazione di una foresta tra le più antiche sulla Terra. Vivo su un albero che si chiama Luna. Sto cercando di salvare la sua vita. Credetemi, non era proprio quello che intendevo fare della mia vita”.

Oggi Julia Butterfly Hill è una donna di 35 anni ed è considerata uno dei personaggi più autorevoli nel panorama ambientalista internazionale. Conosciuta in tutto il mondo, Julia è costantemente impegnata non solo sul fronte dell’attivismo ambientalista ma, attraverso l’Associazione che ha fondato (Circle of Life), opera in difesa dei diritti umani, della giustizia sociale, delle comunità locali. Da quando è scesa dalla sequoia che ha protetto per oltre due anni non ha smesso di lavorare intensamente, di parlare con i giovani, con gruppi ambientalisti, politici, a conferenze, festival, concerti rock e nelle chiese. Quella di Julia non è la storia della donna che ha salvato un albero vivendoci per due anni ma la storia dei motivi per cui l’ha fatto e vuole dare un messaggio: ciascuno e ciascuna di noi può fare la differenza e cambiare le cose.

“Molte persone, sentendo che ho comunicato con un albero, penseranno che io sia pazza, in realtà, se riscoprissero le radici della loro cultura vi ritroverebbero la comunicazione con la Terra, gli alberi e gli animali. Quando noi esseri umani abbiamo deciso che questi altri esseri viventi non potevano comunicare con noi abbiamo cominciato a distruggerli. Oggi viviamo in un mondo che ci ha insegnato a dimenticare il nostro cuore, il nostro spirito, le nostre emozioni, il nostro profondo legame con la Vita. Ci ha insegnato a vivere nella mente soprattutto, ma ciononostante non riusciamo a pensare veramente. Così le cose che hanno un valore reale vengono trascurate o sminuite, mentre si favoriscono quelle che vengono solamente percepite come cose di valore, per esempio i soldi. Per ritornare a vivere in equilibrio bisogna tornare a includere il cuore e lo spirito nella nostra vita, anche nella politica e nella scienza”.

Il Blog di Julia  


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