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AMBIENTE URBANO

Roma e la Terza Rivoluzione Industriale
l'incontro tra Jeremy Rifkin e l'amministrazione capitolina

Sandro Zinani
03/12/2009
 

 

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Jeremy Rifkin, acclamato saggista ed economista originario di Denver in Colorado, ha il merito di aver reso celebre l'idea di Terza Rivoluzione Industriale. L'idea dello statunitense è tanto semplice quanto lineare:
ogni rivoluzione industriale è il risultato di nuove fonti di energia e nuove forme di comunicazione.

Se la Prima Rivoluzione industriale si è imposta grazie alle sinergie liberate dal motore a vapore e dalla stampa, la Seconda Rivoluzione Industriale, così come abbiamo imparato a conoscerla, nasce e si sviluppa dal'interazione tra combustibili fossili e reti di comunicazione come radio e tv, allora la Terza Rivoluzione si svilupperà partendo dal connubio tra fonti rinnovabili e reti globali di comunicazione.

L'assunto di Rifkin si sviluppa partendo dall'analisi della quotidianità:
case, uffici ed aziende rappresentano un potenziale di produzione energetica enorme e, almeno per il momento, inespresso. Grazie all'utilizzo delle energie rinnovabili è possibile trasformare questi edifici da semplici luoghi di consumo in luoghi di produzione attiva di energia.
Ed ecco quindi che entra in campo l'altra grande intuizione di Rifkin, ovvero l'idrogeno: l'energia prodotta da fonti rinnovabili è pronta per essere trasformata, a costo ed impatto ambientale pari a zero e sfruttando il principio di elettrolisi, in idrogeno così da poter essere poi trasferita e stoccata nell'alveo delle reti di comunicazione.

Queste dovranno quindi essere progettate prendendo come modello il Web: i network di comunicazione e trasporto dovranno essere infatti delocalizzati, interattivi,decentrati. Così facendo, infatti, si riuscirà ad ottenere da un lato un volume di energia superiore a quello di qualunque grande centrale energetica e, contemporaneamente, si otterrà un sistema dinamico, capace di individuare e soddisfare i bisogni di ciascun utente a qualsiasi latitudine della rete.

Energia rinnovabile, idrogeno, reti intelligenti: i tre cardini su cui si regge il teorema Rifkin. Ad ulteriore conferma della fattibilità del progetto, il nostro individua nell'Europa il luogo ideale in cui dare vita a questo progetto di Terza Rivoluzione Industriale. Perchè l'Europa?

L'Europa, secondo le analisi dello statunitense, al momento è ben posizionata per quanto riguarda le energie rinnovabili (solare, eolico, geotermico, biomasse) ed inoltre dispone di una buona rete di distribuzione energetica, caratterizzata in particolare da un buon livello di uniformità se paragonata a quella di altri Paesi.
Dal canto suo l'Unione Europea rende proprie le elaborazioni di Rifkin e a partire da ottobre 2007 lancia un progetto di collaborazione tra settore pubblico e privato finalizzato alla produzione di idrogeno da fonti rinnovabili. In particolare la Commissione Europea concede luce verde ad un progetto di finanziamento di attività di Sviluppo e Ricerca finalizzate alla produzione di pile che utilizzano come combustibile l'idrogeno.

Nel frattempo il feeling tra Rifkin e l'Europa si rafforza e ritroviamo, durante la prima settimana di dicembre 2009, l'insigne economista presiedere il "Workshop Rome 20-20 toward low carbon era", seminario di tre giorni organizzato dall'amministrazione capitolina e volto a lanciare Roma come modello delle metropoli ecosostenibili. Durante il workshop infatti l'amministrazione comunale, nelle persone del sindaco Gianni Alemanno e dell'assessore all'ambiente Fabio de Lillo, lancia le fondamenta di un progetto che vuole portare la Terza Rivoluzione Industriale direttamente a Roma per poi rilanciarla nel resto dell'Europa.
Nelle intenzioni della giunta comunale l'obiettivo da raggiungere è quello di dare un nuovo volto alla Capitale nell'arco di un decennio, e a tal fine vengono fissati i primi obiettivi sui cui far ruotare questa Rivoluzione:
- contenimento delle emissioni di Co2 e promozione delle fonti rinnovabili
- edilizia sostenibile
- sviluppo di un'economia dell'idrogeno
- creazioni di reti intelligenti decentrate

Come si può ben vedere si tratta proprio degli ingredienti proposti da Rifkin per dare vita ad un nuovo modello di sviluppo industriale e sociale. Non a caso infatti si è utilizzato il termine "modello di sviluppo" dal momento che la scelta dell'amministrazione capitolina non è solo dettata da una, necessaria, spinta volta a tutelare l'ambiente, si tratta anzi dell'inizio di un nuovo cammino incentrato su uno sviluppo economico-industriale diverso rispetto a quelli sperimentati fino ad ora e che consentirà, tra le altre cose, di portare a Roma innovazione tecnologica, lavoro e nuove imprese.

Al momento i progetti su cui Roma intende lavorare concretamente riguardano: l'installazione di dieci stazioni per la distribuzione di idrogeno e metano per autoveicoli; l'estensione dell'infrastruttura per la ricarica delle auto elettriche; la riduzione del 50% dei consumi elettrici e dell'80% dei consumi termici delle scuole romane, grazie all'istallazione di pannelli solari e fotovoltaici. E, infine, l'attivazione di 100mila punti luce Led entro il 2020.
 
Nel frattempo questo piano di sviluppo per la nuova Roma sostenibile viene presentato dallo stesso sindaco Alemanno al Summit dell'Onu sui cambiamenti climatici che si è appena concluso in quel di Copenhagen. Un progetto di ampio respiro, sicuramente, che se riuscirà a concretizzarsi pienamente probabilmente funzionerà come locomotrice per l'ormai sempre più prossimo avvento della nuova Rivoluzione Verde.


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