MY-GREEN: Etico, Eco, Bio, Sostenibile
 
   

di Roberto Deidda

232

03/02/2009

 

Il Respiro (Affannato) di Roma

Salviamo i nostri alberi

www.firenzeinbici.net

Il 27 gennaio presso La Casa del Cinema di Villa Borghese si è svolto l’incontro Il Respiro di Roma, organizzato dalla Onlus La Vita degli Altri.

La giornata, suddivisa in tavoli di tre quattro persone si è articolata in interventi monografici della durata di circa un quarto d’ora ciascuno. La sala (120 posti circa) era piena e diverse persone sono rimaste in piedi. A parte la scarsità delle informazioni fornite (nessuna cartella stampa) e il non utilizzo del grande schermo retrostante, un leggero ritardo che ha impedito le domande previste dal pubblico, l’evento per quanto riguarda la mattinata è stato interessante per gli spunti e la polifonia degli interventi.

Il significato della giornata della memoria è stato RI-utilizzato per ricordarsi degli alberi, vero motore e polmone verde delle nostre città; alberi che spesso vengono considerati un problema per le radici e per le foglie che perdono, o comunque un costo per la loro manutenzione. Partendo dagli alberi si sono toccati temi come i parchi urbani, il microclima, il degrado ambientale cittadino, il nuovo piano regolatore e la necessità di creare un network di cittadini sensibili alle tematiche ambientali.

A coordinare i vari interventi la scrittrice Margherita D’Amico. Special Guest della giornata l’attore Luca Zingaretti che ha “prestato” la propria immagine per dare una maggior visibilità all’evento. Tra i tanti ospiti intervenuti lo storico Giuseppe Galasso (che ricordiamo per La Legge n. 431/85, detta "Legge Galasso", prima normativa organica per la tutela degli aspetti naturalistici del territorio italiano), Mirella Belvisi di Italia Nostra, Annamaria Procacci presidente del Comitato per il Verde Urbano, lo scrittore Carlo Ripa di Meana, e rappresentanti della LIPU, del WWF, associazioni e comitati ambientalisti. Assente il sindaco Gianni Alemanno che ha declinato l’invito per un impegno preso in precedenza.

I concetti principali che sono usciti dai vari tavoli sono stati il prendere coscienza che il patrimonio “verde” appartiene ai cittadini e non alle amministrazioni, che fungono solo da custodi, e che il prossimo deve essere inteso non solo come essere umano, ma come essere vivente, dagli animali ai vegetali. Oltre la metà della popolazione della Terra vive in aree urbane, in città, e lo sviluppo delle stesse rappresenta una criticità cui non si può più evitare di far fronte. Le città, osservate in uno spettro termico, sono delle isole di calore, superiori alle aree circostanti di diversi gradi, e i palazzi di cemento sono dei veri e propri canyon che condizionano il microclima. Il fine settimana chi può fugge dall’urbe per andare dove? In cerca di verde, di aria pulita. Perché non costruire, anzi ricostruire dentro le città dei parchi degni di questo nome?

Non è solo l’aspetto “polmonare” che va preso in considerazione: parliamo della valenza estetica del parco, di quella psicologica, di quella sociale. Di un qualcosa che non può più essere considerato solo un posto dove portare a passeggio il cane o fare footing. I parchi urbani oggi sono per lo più abbandonati a se stessi, soprattutto per quanto riguarda gli alberi, potati in maniera superficiale e sostituiti a caso da altre specie magari inadatte, per ignoranza e superficialità. Le leggi per la tutela dei parchi ci sono, ma, come ribadisce il professor Galasso ci deve essere una pressione sociale enorme per farle rispettare, la tutela non può non essere intransigente attraverso norme, vincoli e proibizioni.

Un incontro, quello del Respiro di Roma, che con una metafora si potrebbe definire come fatto di tante piccole gocce pronte a scatenare un temporale, un diluvio, capace di lavare via l’ignoranza, i pregiudizi. Capace di penetrare l’impermeabilità cementificata che hanno raggiunto le città, e di contrastare i nuovi piani regolatori che prevedono altro cemento, altre case, nonostante il quasi nullo incremento demografico. Ed è questo uno dei temi cardine, la spregiudicatezza nel costruire, infischiandosene dei bisogni, dei vincoli, orientandosi unicamente al profitto, spesso supportati dall’indifferenza/connivenza delle amministrazioni.

Si parte, anzi, si riparte dagli alberi, per piantarli, non per tagliarli, e per ripensare l’ambiente in cui viviamo e con cui non possiamo non fare i conti. Un punto di partenza per fare networking tra le varie associazioni che nell’ambiente ci credono e che soprattutto agiscono concretamente, per far terminare questa perenne apnea cui siamo costretti noi cittadini, e per tirare, finalmente un respiro. Di sollievo.
 


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