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Sabato 18 aprile, Roma,
Milleseicento panda a Piazza del Popolo. Avevamo letto
dell'iniziativa e siamo andati, incuriositi dall'idea e pronti a
scriverne in queste pagine con entusiasmo, come quasi sempre accade
per le iniziative del WWF. E
invece, per una volta, l'iniziativa del WWF non ci è piaciuta per
nulla, proprio no. Chiusi in una gabbia di transenne, in attesa di
non si sa cosa, molti meno che milleseicento piccoli di panda, tanti
quanti i panda rimasti al mondo, tutti
uguali, tutti con la stessa identica espressione. Due gazebo
abbastanza tristarelli ospitavano i banchetti del WWF con un solo
poster della campagna, appeso alla meno peggio.
Nel recinto di transenne, qualche adulto e qualche bambino,
autorizzato all'ingresso solo dopo aver versato un'offerta,
girottolava tra i pandini rimasti scattando foto dal telefonino.
Certo il tempo grigio non avrà aiutato, ma il tono era tutt'altro
che gioioso.
I panda erano in vendita ed un certo numero di visitatori, tra
romani e turisti, ne hanno approfittato offrendo dai 50 euro in su,
con una estensione della campagna condotta on-line. Ecco perché erano
così tanti meno di milleseicento: pagati i 50 euro, ti portavi
direttamente a casa un panda.
Boh, saremo dei sentimentali ma vedere tutti quei panda tutti
uguali, disposti ora a caso, ora in cerchio sul selciato della piazza
ci ha messo tristezza. Sarà pure il simbolo del WWF, ma nell'insieme
troviamo che la cosa non abbia funzionato se non come raccolta fondi
e che sia stata quantomeno un'occasione mancata.
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