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Dal primo giorno dell'anno nuovo è entrato in vigore il nuovo
regolamento comunitario per la produzione del biologico.
Vediamo insieme cosa è cambiato.
Le modifiche che sono entrate in vigore riguardano l'applicazione del
regolamento CE n.
834/2007. Il vecchio regolamento risaliva al 1991. Una novità
importante riguarda la messa in evidenza dei principi dell'agricoltura biologica, come il
mantenimento della fertilità del suolo e l'attenzione alla sostenibilità
ambientale. Si trattano anche aree nuove estendendo il biologico a
pratiche come l'agricoltura, i mangimi, la produzione in serra e il
vino. Presto avremo provvedimenti specifici che regolano la
produzione biologica di queste aree.
Altra novità è l'innalzamento della percentuale di ingredienti biologici
nel prodotto, la soglia passa dal 75% al 90%. Purtroppo sale anche la
tolleranza verso le contaminazioni accidentali da OGM. Oggi si può
parlare di biologico anche in presenza dello 0,09% (9gr. su kilo) di
prodotto geneticamente modificato, prima vigeva la tolleranza zero!
Cambia anche l'etichettatura, i prodotti se conformi agli standard,
verranno etichettati come biologici sostituendo la vecchia dicitura
"provenienti da agricoltura biologica". Gli alimenti contenenti alcuni
ingredienti biologici ma che non raggiungono la soglia del 90% potranno
evidenziare quelle sostanze nella lista degli ingredienti.
Altra norma importante riguarda l'uso della parola "biologico". Le
aziende agricole non certificate non potranno più ingannare il
consumatore mettendo all'interno del nome dell'azienda o del prodotto,
parole come bio o ecologico.
Purtroppo è slittata a luglio 2010 la creazione di un logo della
Comunità Europea per i prodotti biologici, che garantirà sempre il 90%
di ingredienti da agricoltura biologica, evidenziandone anche la
provenienza.
Grazie a questo regolamento si va verso una maggior trasparenza nel
settore della produzione biologica, con numerosi vantaggi per il
consumatore. Il presidente dell' Aiab (Associazione Italiana Agricoltura
Biologica), non è però contento della tolleranza verso gli Ogm,
sostenendo che così si andrebbe a minare il rapporto di fiducia tra
produttore e consumatore.
Da parte mia non posso che condividere, per quanto la soglia sembri
bassa purtroppo non equivale a zero, e se compro un prodotto biologico
investendo nella sua qualità, questa deve essere integra. La trasparenza
è anche questo!
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