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Forse a chiunque, almeno una volta, è capitato di camminare attraverso
le affollata strade della propria città, costretti dal cemento e dal
traffico, da una desolazione urbana che stenta a mantenere in vita i
pochi spazi verdi rimasti. Forse a tutti noi, almeno una volta, è
capitato di pensare di lasciare la grigia e rumorosa dimensione
cittadina, per vivere circondati da verde e tranquillità. Ma negli
ultimi tempi sono sorti gruppi spontanei che tentano, a loro modo, di
agire sull’aspetto urbano. Parliamo di piccoli gesti, iniziative
autonome di persone che decidono di diffondere un po' di verde in città.
Si chiama guerrilla gardening e
si propone come reazione contro il degrado urbano, attraverso incursioni
cittadine che in gergo chiamano “attacchi verdi”. Nella pratica piantano
fiori, alberi o aiuole nella zone un tempo verdeggianti. Il GG è un
movimento di mobilizzazione spontaneo, si intende...illegale, che
potremmo definire quale sorta di attivismo urbano, nato dall’esigenza di
trasformare porzioni di terra inutilizzate o lasciate in balia di se
stesse e dell’incuranza cittadina, in aree verdi o coltivate. Il
fenomeno è senza dubbio di matrice statunitense e britannica, ma negli
ultimi anni ha preso piede anche nel nostro paese, soprattutto nelle
città del centro-nord, e si identifica in singoli o gruppi, fino a vere
e proprie associazioni politicamente orientate.
Nel frattempo sono sorti il portale
ufficiale dell’iniziativa (www.guerrillagardening.it) e numerosi gruppi
presenti anche on-line. Come dire, senza dubbio una forma di resistenza
non violenta, che potremmo quasi intendere come giardinaggio sociale, il
cui scopo è quello di creare giardini o di piantare alberi in spazi
sommersi dal cemento e dalla nostra negligenza. |